quinta-feira, 22 de setembro de 2011

Canto vent'uno: Il Canto di Ulisse

                                          

Nel canto XXI della divina comedia, commentiamo specificamente sull’aspetto del viaggiatore e del rapporto della ricerca di Ulisse, nel  viaggio che si riflette allo stesso modo, almeno in un livello di sviluppo individuale, dove Dante si affianca come un modello di superamento nel campo morale e spirituale.

Ulisse è uno dei personaggi che racconta la loro storia, il viaggio. In questo aspetto, il viaggio è all’interno viaggio di Dante, dal quale si vede il viaggio come una caratteristica della stessa coscienza interiore, una ricerca di superamento nel viaggio di Dante dall'esperienza sul viaggio di Ulisse.

Il viaggio di Ulisse rappresenta la ricerca dalla liberta, dalla verità.

Ulisse stava nell’ottavo vano dell’ottavo cerchio, dove rimanevano i peccatori che commettono il peccato della iniquità. Là Dante trova Diomede e ulisse, dopo Dante aver pregato Virgilio, racconta Ulisse è stato il viaggio e la causa della sua sventura.

Il viaggio di Ulisse si riflette nell’ambizione, in una ricerca del mondo, della verità, senza aiuto della divinità, essendo riconosciuto da furore e dal senso di tenere la gloria. Questo è provato quando Ulisse incita i marinai entusiasmandoli a proseguire con la nave.

Però, la domanda essenziale è qual’è il posto di Ulisses? Cosa significa? Primo Levi ha affermato che la Beatrice rappresenta la teologia, mentre il Virgilio rappresenta la ragione.(capítulo XI, P.100-103). Ma cosa simbolizza ulisse?

A me sembra che il personaggio occupa un posto d’intermedio, ed è di questo posto che Dante impara riprendendo l’esperienza di ulisse. Un’esperienza fondamentale per raggiungere il sublime, che è la vera conoscenza della cosmologia dell’umanità. Dante impari dall’esperienza di Ulisse quello che non gli ha permesso di raggiungere il paradiso. E Poi, Dante apprezza i valori, le virtù, i quali non sono annullati, da suoi vizi.

Ulisse è un mito per il viaggio di Dante. Così, Dante è un uomo che cerca la verità, e che ha un furore da conoscenza. Così come Ulisse, Dante ha rinunciato alla famiglia, alla vita dell’uomo comune, per avere una esperienza particolare dalla ricerca del trascedente (Lewis, 2005, P.103).

Questa ricerca ha un elemento necessario, a che indica un punto del viaggio: la montagna. La montagna, simbolizza la grandezza, più desiderato, la montagna non solo rappresenta l’obiettivo sublime del viaggiatore come Dante, ma anche come modello di ricercare tutti gli uomini, che vogliono ritrovare le loro montagne, trai il mare aperto, sull’onda della paura, nel mezzo del cammin di nostra vita.


Nonostante il rispetto di Dante per Ulisse, questo non è stato motivo per cui lui non avesse il peccatto, e lo condannasse secondo suoi atti, messo all’interno dell’inferno, paragonato a lingue di fuoco, cioè, la parola che conduce gli uomini all’errore, e brucia lo spirito corrotto.

Quindi, Ulisse nella ricerca, va alla ricerca d’un’esperienza umana, eliminando la presenza con il sacro, per Ulisse ci vuole il soprannaturale, un cammino sull’orizzonte di Dio. Ulisse segue senza il modello cristiano, senza il quale, non si raggiunge l’esperienza trascendente.

Allora, nonostante il naufragio di Ulisse, Dante può vedere e seguire con cura: vede in Ulisse gli errori, può percepire il suo cammino negativo, e può stare vicino al contatto della pienezza. Da questa posizione, del carattere eroico dell’ulisse con la negazione della Vera virtù, che Dante taglia quello che è più concreto nella realizzazione del suo viaggio.